Una vita a passo d’uomo

C’è qualcosa che abbiamo portato a casa con noi al rientro dalle vacanze. Qualcosa di ben più prezioso di un semplice souvenir e che ha a che vedere con il vivere bene e il vivere meglio. È una sorta di lezione di vita, che inevitabilmente deve esserci rimasta sulla pelle come un velo di salsedine: la lentezza.

I viaggi ci aiutano a mettere a fuoco quel che davvero conta. È quando finalmente stacchiamo la spina e ci abbandoniamo a ritmi più lenti e rilassati che iniziamo a domandarci: ma perché non può essere sempre così? Ebbene, nessuno ci vieta di vivere in uno stato di perenne vacanza. E non è utopico pensare di farlo.

All’estero l’esigenza di vivere una vita slow è riconosciuta e sostenuta dai governi e dalle imprese. In molti paesi del Nord Europa, ad esempio, il sabato non si lavora e le scuole restano chiuse, mentre gli orari settimanali sono molto più sostenibili di quelli italiani: alle 18:00 tutti a casa.

Lavorando meno e avendo più tempo libero, le persone si sentono così incoraggiate a vivere le proprie case, a prendersene cura e a condividere momenti di spensieratezza con i propri cari. I weekend si aprono alla possibilità di fare piccole gite fuori porta e la cena è vissuta, al pari della colazione, come un momento in cui ci si ritrova e si celebra lo stare insieme.

A noi italiani occorrono invece le ferie per ricordarci che non siamo macchine e che non siamo programmati per correre e non mancare a neppure uno dei tanti appuntamenti in agenda. A volte capita di non riuscire a rilassarci neppure in vacanza, per quanto siamo disabituati a rallentare… e l’attesa per un traghetto diventa insopportabile almeno quanto far la fila in banca.

In qualche maniera siamo stati portati a credere che la corsa sia l’unico modo per muoversi. Ebbene, liberiamoci da questa schiavitù mentale e riprendiamoci il nostro tempo.


Per vivere bene non occorre molto. Ce lo dimostrano movimenti e scuole di pensiero come il minimalismo, la decrescita felice, il downshifting e lo slow living, che aiutano le persone a riprendere possesso del proprio tempo e a focalizzarsi su valori autentici: la famiglia, gli affetti, coltivare le proprie passioni, amare lo spazio che si abita e impegnarsi a vivere una vita di valore.

La prima cosa da fare è certo domandarsi quale stile di vita sentiamo più adatto a noi. Se la risposta è “vorrei vivere in campagna e coltivare un orto” ma nella realtà siamo ancora imbottigliati nel traffico cittadino per raggiungere l’ufficio, allora è bene fermarsi e riflettere.

Prendere una pausa – che non sia semplicemente una vacanza – è il primo passo per riconnettersi con se stessi. Andar piano non vuol dire non arrivare alla meta. Bensì, darsi tempo per riflettere e ponderare le decisioni aiuta a mettere a fuoco con chiarezza l’obiettivo e perseguirlo con tenacia. O quanto meno provarci con convinzione.

Siamo portati a credere che la corsa sia l’unico modo per muoversi. Ebbene, liberiamoci da questa schiavitù mentale e riprendiamoci il nostro tempo.