UNA CASA A MISURA DI BIMBO

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Nicoletta è una talentuosa illustratrice e grafica editoriale freelance. Ama la semplicità e la poesia delle immagini e su questo ha fondato il suo piccolo shop online, Mjölk Store. Disegna meravigliose scenette famigliari che parlano al cuore, traendo spunto dalla sua quotidianità di giovane madre. Ed è proprio suo figlio Maui, ci dice, ad alimentare il suo lavoro, regalandole ogni giorno nuove ispirazioni.

Nicoletta, il tuo shop e il tuo lavoro ruotano per intero attorno al concetto di maternità. Cos’è per te essere mamma? Come è cambiata la tua vita?  

“Prima che nascesse Maurizio, ero sempre sommersa da grandi tele e barattoli di colore, fogli di carta, pastelli, matite e tanti progetti. Il suo arrivo è stato del tutto inaspettato, in un momento della mia vita che credevo di “svolta”, in quanto ero sul punto di trasferirmi fuori dall’Italia. Ma nulla accade per caso e una “svolta” c’è comunque stata con la maternità.

Sono stata baciata da stimoli molto potenti, magici direi. Ho avuto poi la gioia e la forza sufficiente per cucirmi addosso un mestiere che unisce quel che mi piace fare a quel che sono disposta a fare, senza rinunciare neppure a un secondo del tempo che posso spendere con il mio bambino. Sono stata fortunata! Non tutti hanno questa possibilità. In fondo, però, per me non è cambiato molto. Mi sento semplicemente evoluta, in grado di percorrere una strada nuova, muovendo lunghi passi verso una destinazione che è ancora tutta da scoprire. Nel frattempo, aumentano i compagni di viaggio e i miei bagagli si fanno pian piano più pesanti. Eppure sono sempre io! La mano che li sospinge è la stessa di sempre!”

Dopo Maui non hai perciò messo da parte il lavoro?

“Assolutamente no. Erroneamente si pensa che con la maternità il lavoro diventi marginale per una donna. I figli vengono quasi visti come un ostacolo alla sua realizzazione professionale. Invece non è così. Nel mio caso, ad esempio, Maui è la mia prima fonte di ispirazione. A volte lavoro perfino sui suoi disegni e li rielaboro. Se ascoltati e lasciati liberi di fare, i bambini sono una fonte inesauribile di spunti di riflessione. Hanno davvero molto da insegnarci!”

E la stanza di Maui?

“La cameretta è il suo regno, un luogo incantato dove può giocare, sognare e crescere. Ho cercato di renderla confortevole, come un piccolo rifugio. Come insegna Maria Montessori, qui tutto è alla sua portata. I mobili per riporre i giochi sono regolati alla sua altezza, per renderlo autonomo durante i momenti di svago, mentre il lettino è basso e senza sbarre, per non farlo sentire isolato o imprigionato. Tutto in legno chiaro, perché volevo creare un ambiente privo di identità di genere, il che è un concetto che spesso preme più a noi genitori che ai bambini stessi. Infine, ho inserito delle piccole decorazioni realizzate per lo più da me. Insomma, per ogni decisione presa, mi sono chiesta: "sto realizzando una casa adatta a me o alla mia famiglia?" È così che ho abbandonato il concetto del "bello" per abbracciare quello del "bene". Ed ho scoperto che spesso le due cose coincidono perfettamente.”

Hai dedicato tanta cura all’arredamento della casa, creando un ambiente a misura di bimbo. Un luogo nel quale tuo figlio può sentirsi al sicuro e a suo agio con gli spazi. Cosa ha guidato le tue scelte?

“Dalla nascita di Maui ad ora, la nostra casa ha cambiato mille vesti. Credo che, ovunque ci sia un bambino, sia necessario fare delle scelte di acquisto ponderate. Questo non vuol dire rinunciare al design che tanto ci piace, ma preferire arredamenti e decorazioni che ben si prestano a cambiare aspetto, posizione o funzione nel corso del tempo. Perciò ho scelto tinte neutre e materiali naturali, perché posso rinnovarli inserendo accessori di volta in volta differenti. In più, ho preferito mobili sicuri, stabili, in modo che Maui possa esplorare la casa senza che a me venga il cuore in gola. Non ho però riempito ogni angolo di tappetini antiscivolo e fermacassetti. Semplicemente ho acquistato mobili con gli angoli smussati, li ho assicurati tutti alla parete ed ho sistemato quel che poteva rappresentare un pericolo sui ripiani più alti. Questi sono solo piccoli accorgimenti, ma tutti insieme rendono la casa a prova di bimbo.”

PH. Nicoletta Carlotto