LAGOM: né troppo né troppo poco

Esiste una formula per la felicità? Per gli svedesi sì: il lagom.

Negli ultimi anni, esaurita la forza ispiratrice della hygge danese, in molti ne hanno scritto e discusso nel tentativo di definire un concetto che, di per sé, ha dell’indefinibile.

Ma cos’è il lagom?

A voler tradurre l’intraducibile, lagom è la giusta misura: né troppo né troppo poco, il giusto.

Tutto quel che non è eccessivo e sfarzoso è lagom, come pure ciò che è mite, pacifico e confortevole. È un maglione comodo che non salta all’occhio ma che cade indosso come una seconda – morbida – pelle. Una festa in giardino organizzata per i bambini e la confettura fatta in casa spalmata sul pane. È accogliere l’ospite con semplicità, senza puntare al coup de théâtre di un ricettario troppo ricercato o un allestimento della tavola troppo formale.

Lagom è l’accuratezza nei dettagli che non cade nell’artificio, affinché nessuno si senta a disagio. La naturalezza di un gesto affettuoso che sa rinunciare alla teatralità, come un mazzo di fiori spontanei lasciato sulla porta del vicino per dargli il benvenuto, ma senza bussare.

È un’essenza che in Svezia, paese che amiamo dal profondo, si respira in ogni locale dalle luci fioche, dove il giornale lasciato sul tavolo dall’avventore precedente è un timido invito alla condivisione senza scadere nell’invadenza. 

Ed è questo che intendiamo celebrare in Nytliv: il saper vivere in pace con se stessi, secondo i propri ritmi, amando gli spazi in cui si abita e rispettando quelli altri, in completa armonia con il dentro e il fuori.

Come una porta che rimane socchiusa, preservando l’intimità domestica senza precludere l’accesso.

Lagom è la svedesità per antonomasia. È la ricerca costante nella propria vita, in qualsiasi aspetto di essa, di equilibrio.

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