ELOGIO DELL’IMPERFETTO

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Interra è una tavola apparecchiata con piatti spaiati. Texture diverse che si sovrappongono su una tovaglia bianca come una tela, con cento sfumature diverse a colorarla. È l’elogio dei cocci rotti, delle superfici ruvide e delle pennellate di smalto.

“Amo le cose imperfette, le commistioni”, racconta Daniela. “La mia passione è combinare il vecchio con il nuovo e il grezzo con il finito”.

Nella campagna dell’Emilia Romagna, con le mani immerse nell’impasto di argilla bagnata, dietro il brand di Interra Ceramiche c’è lei: Daniela. Alle spalle ha un passato di designer di abbigliamento. Una carriera che le sembrava avviata e sicura, eppure alla nascita della sua prima figlia qualcosa è cambiato. Turni da rispettare e cartellini da obliterare hanno iniziato a toglierle il fiato e, soprattutto, a sottrarre tempo alla sua famiglia. Così è arrivato per lei il momento di congedarsi da un lavoro alle dipendenze per dedicarsi anima e corpo alla sua grande passione: la ceramica.

nel laboratorio di daniela

“A casa, da libera professionista, sono finalmente riuscita a ritrovare me stessa. Ho affondato le mani nell’argilla e ci ho messo dentro tutto quel che sentivo e sapevo di poter esprimere. È stato allora che ho capito che non sarei mai più tornata indietro. La mia vita oggi è completamente diversa e così anche i ritmi quotidiani. Solo ora posso dire di essere finalmente riuscita a conciliare la famiglia con il lavoro.”

A far da cornice a un percorso personale e creativo che ha dell’incredibile, una casa che è un nido e un’officina al contempo.

“In origine era una stalla con fienile”, ci svela Daniela. “L’abbiamo pensata e ripensata a lungo, disegnata, attesa e infine riempita col nostro entusiasmo. Abbiamo lasciato intatta la struttura, compresi i soffitti a volta e l’apertura dalla quale un tempo si gettavano le balle di fieno per foraggiare il bestiame”.

Con l’aiuto di amici e artigiani fidati, Daniela si è occupata in prima persona della ristrutturazione, curando ogni piccolo dettaglio e dando tanto spazio a inserimenti rurali autentici, come le vecchie assi trasformate in ampi banchi da lavoro e le possenti putrelle che sostengono il soppalco dell’open space volutamente lasciate a vista.

Dal laboratorio ai piani superiori questa casa è tutto un susseguirsi di materiali “salvati” è reinventati. E in cucina l’arte del recupero trionfa, con una dispensa e un susseguirsi di pensili ricavati da un sapiente lavoro di ricerca del pezzo unico e di assemblaggio.

Ma è al pian terreno che questa casa prende vita, là dove nel forno per la cottura delle ceramiche nascono ogni giorno nuove creazioni. Tutti i pezzi di Interra sono unici. La texture viene impressa a mano sull’argilla e colorata durante il processo di smaltatura, conferendo così un aspetto e sfumature sempre diverse a brocche, vasi e piatti. A far da filo conduttore una palette delicata, impreziosita dalla smaltatura che mette in risalto i rilievi delle stampe e i loro piccoli dettagli.

“Le tonalità della mia ceramica sono irriproducibili e introvabili altrove. Durante ogni lavorazione creo personalmente smalti e cristalline, senza usare preparazioni già confezionate. È qualcosa che ha per me del magico: a ogni apertura del forno posso meravigliarmi delle sfumature nuove e uniche che ho prodotto.”

E del resto unicità è un termine che ricorre quando si parla di Daniela. Unica è la sua storia, così come pure le sue creazioni e la sua casa senza eguali. E noi le siamo infinitamente grati per averci permesso di dare una sbirciatina oltre la soglia.

ph. elena fantini